Il valore soglia di normalità per l’acido è 6.0 mg/dL. I soggetti che presentano livelli di uricemia superiori a 6 mg/dl vengono definiti iperuricemici.

L’iperuricemia può essere dovuta ad un’aumentata produzione o, molto più spesso, ad una ridotta escrezione renale di acido urico (80% dei casi).

Livelli anche solo moderatamente aumentati di acido urico possono rappresentare un fattore di rischio cardiovascolare, renale, oltre che naturalmente ad avere ricadute a livello reumatologico.

Capacità dell’acido urico di indurre un aumentato stress ossidativo, uno stato infiammatorio cronico e una serie di altre alterazioni che sono potenzialmente deleterie a livello cardiovascolare.

Dati emersi da recenti studi mostrano come i livelli di acido urico possano essere collegati direttamente al danno renale tramite meccanismi sia a livello cellulare che vascolare.

La più comune forma di artrite infiammatoria nella popolazione adulta è la gotta, di cui pre-requisito essenziale è l’iperuricemia. Circa il 25% delle persone con iperuricemia infatti sviluppano la gotta sintomatica o subclinica.

Oggi è disponibile una nuova opzione terapeutica (Lesinurad), che favorisce l’escrezione renale di acido urico. Questa molecola svolge un’azione complementare alle terapie attualmente disponibili con inibitori della xantina ossidasi consentendo di raddoppiare la percentuale di pazienti che riescono a raggiungere il livello target di acido urico (<6 mg/dl) già entro un mese dall’inizio del trattamento.

OBIETTIVI DEL CORSO

▶ Creare awareness sull’iperuricemia come fattore di rischio cardiovascolare, renale e articolare.
▶ Fornire un’informazione adeguata sul trattamento dell’iperuricemia ai medici di medicina generale, anche alla luce delle nuove possibilità terapeutiche.
▶ Agevolare la creazione di network tra specialisti territoriali e MMG che possano confrontarsi in merito ai pazienti con iperuricemia e condividere le proprie esperienze e problematiche, in ottica di referall.
▶ Offrire ai partecipanti uno strumento pratico che possa semplificare la gestione del paziente con iperuricemia con l’obiettivo di garantire un controllo ottimale della patologia anche in un’ottica di prevenzione del rischio cardio-renale.